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Annoiarsi? Abbiamo un sacco di cose da intrattenere! Il nostro sito è pieno di giochi, film e persino canzoni mp3.

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    Contents
  1. اوقات الصلاة awkat salat
  2. Adan Italia for Android - Free download and software reviews - CNET researchkollektivet.info
  3. Prayer Times in Italy
  4. awkat salat fi italia bologna

Adan Italia - orario preghiera in italia è adan salat italia gratis, specialmente progettato per indicare orario preghiera musulmana italia (adan salat italia) per la. I orari di preghiera in Bologna! Qui troverete i orari di preghiera per paesi in Italia. Questo sito utilizza il metodo di calcolo della Lega Musulmana. I orari di preghiera in Cremona! Qui troverete i orari di preghiera per paesi in Italia. Questo sito utilizza il metodo di calcolo della Lega Musulmana. Scarica Orario delle Preghiere direttamente sul tuo iPhone, iPad e iPod touch. Semplice da usare, fornisce le ore di preghiera islamici (salat) e la direzione. Download Aw9at Salat Et Adan Maroc apk for Android. E applicazione Adan Salat Aw9at Marocco può visualizzare il calendario.

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Il centro islamico culturale di Cassino e del Lazio Meridionale, a nome dei musulmani del basso Lazio, porge i migliori auguri al nuovo sindaco di Cassino, il dott. Enzo Salera, il sindaco di tutti i cassinati. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della fine del Ramadan Eid al Fitr , ha rilasciato la seguente dichiarazione:. La realizzazione di società inclusive e pacifiche, rispettose dei diritti delle persone, con identico rispetto per quelle appartenenti a minoranze religiose, esige la partecipazione di tutti e rappresenta un dovere nei confronti delle giovani generazioni.

Possa Allah Altissimo accettare il nostro digiuno, le nostre preghiere e perdonare i nostri peccati. This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website.

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It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website. Skip to content Orario preghiere. Muharram Download. Dhu-al-hija Download. Il presidente Dott. Massimiliano Badr Evangelista. Auguriamo a tutte le famiglie una festa benedetta. Fine Ramadan. Questo sito web, o gli strumenti terzi da questo utilizzati, si avvalgono di cookie per migliorare la navigazione. Utilizzando il sito si intende accettata la Cookie Policy.

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Il 24 dicembre Zenawi ha infatti impegnato le sue truppe in Somalia al fianco del governo federale di transizione diretto da Abdallahi Yusuf Ahmed allo scopo di rovesciare i tribunali islamici al potere a Mogadishu. Non ci volle molto con il sostegno logistico degli Stati Uniti che ne approfittarono per lanciare degli attacchi "mirati" contro dei siti che secondo loro servivano da rifugio a militanti di Al-Qaida , ma da allora la situazione sta assumendo i contorni di un incubo per l'esercito etiope, attaccato persino nelle zone urbane da militanti che ormai non esitano a ricorrere agli attacchi suicidi.

Ma ora è difficile per Zenawi ritirarsi: un ritiro unilaterale agli occhi dei ribelli somali apparirebbe come una ritirata, galvanizzandoli, ed il governo provvisorio non durerebbe più di un paio di giorni. Ed a questo punto il soccorso non arriverebbe né dall'Unione Africana che nel quadro dell'Operazione "Amisom" ha schierato solo soldati ugandesi né tantomeno dalle Nazioni Unite, che non vogliono veder ripetersi in alcun caso gli esiti catastrofici dell'Operazione "Restore Hope" del Il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-Moon infatti ha mandato un messaggio chiaro che le Nazioni Unite non corse al salvataggio dell'Etiopia, dicendo che l'ipotesi di un intervento in Somalia non è "fattibile né realistico", mentre il Sottosegretario Generale per gli Affari Umanitari John Holmes ha "consigliato" alle truppe etiopi di evitare "attacchi indiscriminati e sproporzionati che possano colpire i civili".

Le relazioni con i cugini eritrei sono avvelenate anche a causa del rifiuto del governo di Zenawi di piegarsi, dal , alla frontiera tracciata dalla Eritrea — Ethiopia Boundary Commission, che aveva in un primo momento accettato.

La mobilitazione di forze da parte di Addis Ababa lungo la frontiera contesa ha esaperato i diplomatici internazionali che cercano di risolvere questa pericolosa impasse. Ma a Zenawi non piacciono le critiche: sei diplomatici norvegesi sono stati espulsi dal Paese nell'agosto per "nuocere agli interessi dell'Etiopia" essendo intervenuti su questo dossier.

Per la Mente Libri. Anche la bibliografia è gentilmente a cura della bibliofila o bibliomane? Splendori e miserie di un autocrate - Ryszard Kapuscinski; Negus — Angelo Del Boca il nostro storico del colonialismo ; Lemn Sissay un poeta inglese di origini etiopiche, spesso scrive sulla ricerca delle proprie origini ; Le Cose che Porta il Cielo - Dinaw Mengestu autore americano-etiope il cui libro citato ha vinto il Guardian First Book Award.

Per le Orecchie Musica. La storia di un bambino cristiano che dall'Etiopia viene portato in Israele nel corso dell'Operazione Mosé e che finge di essere un falasha.

Lo so, lo so: è pura propaganda ebraica, ma a me 'sto film fa piangere ogni volta. E poi il bimbo che interpreta Shlomo è tenerissimo! Per il Cuore Arte : Loulou Cherinet. Per la Bocca Cibo : Berberé un misto di spezie piccantissime. Io ogni volta che ne vedo una rimango incantata Colonna sonora: Abay Gigi.

Labels: italiano , mama africa , politics? Posted by clauds at PM No comments: Links to this post. Sunday, October 26, Eritrea da prima pagina.

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Capitale: Asmara Superficie: Ci sarebbero tante riflessioni da fare, ma intanto lo trascrivo:. Media — L'Eritrea, peggio della Corea del Nord!

Il caso più grave, tanto in Africa quanto su scala planetaria, è indiscutibilmente quello dell'Eritrea. Questa piccolo repubblica indipendente dal figura all'ultima posizione del palmares di RSF sulla libertà di stampa nel mondo, soppiantando per la prima volta la Corea del Nord ed il Turkmenistan. L'11 gennaio , per esempio, il drammaturgo Fessehaye Yohannes, detto "Joshua", una delle grandi figure intellettuali del Paese, non ha resistito a delle condizioni d'incarcerazione estremamente rigorose.

Dopo aver qualificato i prigionieri politici di criminali comuni, poi di spie, il governo eritreo è arrivato semplicemente a negare la loro esistenza.

È uno scandalo, certo, ma, per RSF, il silenzio della comunità internazionale è quasi altrettanto condannabile. Questo Paese diretto col pugno di ferro da un piccolo clan ultranazionalista continua in effetti a beneficiare dei sussidi dell'Unione Europea, a titolo di aiuti allo sviluppo… "La codardia di alcuni Stati occidentali e delle grandi istituzioni internazionali nuoce alla libertà d'espressione, stima Robert Ménard, ex segretario generale di RSF, nella prefazione al rapporto La mancanza di determinazione delle democrazie nel difendere i valori che dovrebbero incarnare è inquietante.

Allora, innanzitutto quando nell'articolo si legge " diretto col pugno di ferro da un piccolo clan ultranazionalista " mi viene un dubbio… ma il People's Front for Liberation and Justice al potere in Eritrea non è una costola diretta dell'Eritrean People's Liberation Front d'ispirazione marxista? Ovvero: le parole di Geslin quando scrive " Questo Paese […] continua in effetti a beneficiare dei sussidi dell'Unione Europea, a titolo di aiuti allo sviluppo… " o di Ménard quando parla di " mancanza di determinazione delle democrazie nel difendere i valori che dovrebbero incarnare " significano che in effetti è giusto tagliare gli aiuti allo sviluppo ad uno dei Paesi più poveri del mondo in nome della difesa della libertà di stampa?

Non si tratterebbe di nuovo di un'imposizione di tipo colonialista? Della serie: noi siamo la civiltà, dovete seguire i nostri valori altrimenti ve lo scordate che vi aiutiamo a far progredire il Paese. Rileggetela due volte ché è molto confusa…. Personalmente credo che ogni popolo debba avere la possibilità di fare il proprio percorso di crescita e maturazione senza interferenze esterne da parte di nessuno eccetto in condizioni di palese illegalità, ma qui ci sarebbero da fare diversi distinguo , per riuscire a completare un percorso democratico "personalizzato".

Abbiamo ostacolato il loro percorso storico già più di una volta: forse ora è il caso di smetterla di spingere per riforme imposte dall'esterno ed invece ripensare i nostri di valori e la nostra di civiltà. Non so, oggi vi lascio con delle domande…. E dire che io mangio piuttosto piccante, ma quando l'ho assaggiata alla Festa dei Popoli di Giavera -dove mi avevano detto che era "light" per venire incontro ai gusti italiani- le mie papille gustative avevano quasi raggiunto il limite massimo di sopportazione… ; Injera una specie di crèpe fatta con grano, sorgo o con un cereale chiamato tiff.

Cucina eritrea ed etiope hanno in commune la maggior parte dei piatti, quindi aspettatevi di ritrovarvi la stessa lista nel post di domani sull'Etiopia. Purtroppo, nonostante l'altissimo numero di eritrei ed etiopi che abitano qui, ad Abu Dhabi non c'è alcun ristorante di questo tipo: avevo letto su Time Out che c'è un ristorante etiope a Dubai, ma sugli ultimi numeri era scomparso… mmmhhh eppure ci vorrei andare.

Vabbé, sono masochista! Posted by clauds at PM 4 comments: Links to this post. Labels: informazione , italiano , mama africa. Breve "storia" della musica egiziana. Ovvero "decadance" - 1. Decine di moschee illuminate dal neon verde, tetti bianchi con i panni stesi ad asciugare, automobili per le strade e figure solitarie che escono dalle villette del quartiere.

Una Cairo come stilizzata. Rumore che sovrasta ogni cosa. Rumore che ti costringe a gridare anche per farti sentire dalla persona che ti sta accanto. La persona che ti sta accanto… Era come essere la spettatrice senza invito di un film ambientato al Cairo, ma, per qualche guasto tecnico, privo di colonna sonora. Hanno fermato la musica. La prima volta che mi fai le fusa da quando ti conosco. Sayyed Darwish - : Masruna. Posted by clauds at PM 11 comments: Links to this post.

Labels: egypt , emirates , italiano , musica maestro , nothing. Ecco fatto! Saturday, October 25, Egitto: nel nome del Padre Il nome arabo significa "La Vittoriosa", ma la maggioranza degli egiziani chiama la città Masr, come il Paese, quindi per esempio esistono i quartieri di Masr el-Gedeeda — lett.

Che campanilisti! Superficie: 1. È la storia di come Hosni "La Sfinge" Mubarak , dopo 27 anni e dico 27 anni di potere, stia cercando a tutti i costi di creare una dinastia ereditaria in Egitto, facendo eleggere suo figlio Gamal come Presidente della Repubblica e creando un precedente pericoloso per altri Paesi africani adesso anche il senegalese Wade ha iniziato a pensarci… Bravo Hosni, sempre in anticipo sui tempi!

Con quella rivoluzione si pensava di terminare una tradizione dinastica che rimonta ai tempi dei Faraoni, ma oggi, grazie a Mubarak, l'Egitto è scosso dalla possibilità che la vecchia tradizione torni in auge attraverso l'elezione di suo figlio Gamal. Nato nella provincia di Minufiya, nella regione del Delta del Nilo, Mubarak era un comandante dell'aeronautica conosciuto soprattutto per il suo ruolo di primo piano nella preparazione degli attacchi contro Israele nella Guerra dello Yom Kippur all'epoca era Vice-Ministro della Guerra!

Ad oltre 30 anni dalla Guerra dello Yom Kippur, i cartelloni elettorali lo raffigurano ancora giovane comandante dell'aeronautica con tanto di occhiali da top gun e ritocco di rughe e capigliatura… se non è culto della personalità questo…. La sua fama di eroe di guerra quindi convinse molti egiziani che il Paese arabo più popoloso sarebbe stato in mani sicure.

Dal momento che Sadat aveva già firmato gli Accordi di Camp David uno dei principali motive del suo assassinio , a Mubarak non rimase che continuare la trasformazione economica dell'Egitto e gestire il massiccio flusso di aiuti occidentali soprattutto statunitensi , la giusta ricompensa per aver fatto pace con Israele l'unico Paese al mondo a ricevere dagli USA aiuti maggiori di quelli ricevuti dall'Egitto. Privo del carisma dei suoi due predecessori, Mubarak è riuscito a mantenere finora un potere "assoluto" sul Paese tramite l'instaurazione della legge marziale all'indomani dell'assassinio del precedente presidente Anwar Sadat ad opera di un gruppo di fondamentalisti islamici facenti parte dell'esercito durante la parata commemorative della "vittoria" egiziana su Israele nella Guerra dello Yom Kippur, parata in cui, essendo seduto accanto a Sadat, anche lui aveva rischiato di essere ucciso in proposito potete leggere il bellissimo Il Profeta e il Faraone di Gilles Kepel, edito da Laterza: credo il miglior studio sulla nascita -e la rinascita- del fondamentalismo islamico in Egitto.

L'ossessione di Mubarak per la sicurezza e ed il controllo politico sono costati all'Egitto in termini di governance e di welfare.

Le ondate di violenta militanza islamista sono una piaga del Paese, ma la pressione governativa sui militanti di tutte le correnti e sfumature, dai partiti islamisti non-violenti agli attivisti della società civile, ha effettivamente sgombrato la scena politica da qualsiasi opposizione significativa al presidente ed al suo Al-Hizb al-Watani al-Dimukrati National Democratic Party — NDP. Nel , la ONG Freedom House ha stimato i diritti politici in Egitto a 6 in una scala in cui 1 rappresenta la maggiore libertà e 7 la totale mancanza di libertà e le libertà civili a 5, dando nel totale al Paese la classificazione di "Non Libero" ed aggiungendo che "nel l'Egitto ha assistito alle proprie elezioni presidenziali e legislative più trasparenti e competitive in oltre mezzo secolo e ad un dibattito pubblico sempre più sfrenato sul futuro politico del Paese.

L'editore ed attivista per i diritti umani Hisham Kassem dice: "Stagnazione è la parola che userei [per descrivere il suo periodo al potere]. Il Paese aspettava un uomo che agisse.

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Mubarak piuttosto che guidarlo lo ha gestito su base quotidiana. Le critiche hanno assunto un carattere sempre più personale e le sue risposte sono state seri provvedimenti contro la stampa e la pressione per cambiamenti della Costituzione che aumenteranno il monopolio dello Stato sul potere politico.

Il Presidente potrebbe appuntare le sue speranze su suo figlio per aiutarlo a riguadagnare la sua statura politica, ma il passato recente rema contro di lui.

Dal ogni presidente egiziano è stato vice-presidente del suo predecessore, ma Mubarak, per ragioni su cui si è speculato a lungo, non ha mai nominato un vice-presidente. Invece Gamal, un civile, è stato catapultato in una posizione di potere nel partito di governo ed ha lanciato un efficace programma di riforme economiche. Entrambi gli interessati hanno sempre negato questa possibilità, ma ultimamente i segni che questa sia effettivamente la volontà del presidente egiziano stanno diventando sempre più evidenti.

Caro agli americani, con un percorso professionale nel settore bancario e finanziario dopo la laurea presso la AUC, ha lavorato per la filiale egiziana della Bank of America, per poi essere trasferito presso la sede londinese e diventarne un executive, e per EFG-Hermès.

Con alcuni colleghi ha poi fondato Medinvest Associates Ltd. Per poter essere il candidato del NDP alle prossime elezioni presidenziali previste per il , doveva essere ufficialmente membro del comitato politico del partito da almeno un anno. L'ostacolo è stato aggirato lo scorso novembre con la fusione del comitato politico e della segreteria di cui Gamal era membro in un Consiglio Politico Supremo, del quale è ormai un membro ufficiale.

Inoltre, il suo matrimonio celebrato il 4 maggio a Sharm el-Sheikh con Khadiga el-Gammal, figlia del ricco uomo d'affari Mahmoud el-Gammal e laureata in management all'AUC, ha contribuito a renderlo più popolare. Questo cambiamento costituzionale è visto da molti analisti come un escamotage per permettere a Gamal Mubarak di ereditare la presidenza: la loro previsione è che Gamal Mubarak potrebbe essere uno dei candidati delle prossime elezioni presidenziali e che godrebbe di tutto il sostegno del partito di governo e dei media controllati dal governo.

Gli altri candidati di un certo livello sarebbero dequalificati dalla People Assembly una delle due camere del parlamento, controllato dal NDP , lasciando in corsa solo i candidati meno popolari. In questo modo, l'ereditarietà del potere avverrebbe in maniera "democratica". Gli egiziani non avranno molta scelta su chi governerà, ma la maggior parte di essi ha una forte avversione per il potere ereditario.

Molti egiziani non sono contrari a priori all'elezione di Gamal Mubarak, ma si oppongono veeementemente all'idea che il potere diventi ereditario e che si torni alla vecchia tradizione dinastica che per oltre ha governato il Paese. Come mi disse un amico l'anno scorso: " We are not a kingdom and he's not a Pharaoh ". Se siete particolarmente interessati all'Egitto, la potrete integrare con quelli che avevo inserito a conclusione del post Whatever happened to Egyptians?

Mannaggia a me che dopo aver vagato per una settimana nel mercato dei libri usati di Atabba per trovare la versione in arabo l'ho regalato!

Gays and lesbians in the Arab world Brian Whitaker.

Scusate, ma questo è il mio campo d'interesse. Ero tentata di leggerlo già da tempo, ma ora vedo che è consigliato anche da Qantara , la rivista dell'Institut du Monde Arabe, quindi… ; Egypte. L'envers du décor Sophie Pommier ; Ti ho amata per la tua voce Selim Nassib, autore libanese racconta la storia della "stella d'Oriente" Umm Khulthum e dell'Egitto dalla monarchia all'epoca di Sadat.

Davvero, leggetelo! Io l'ho trovato commovente, ma anche se non conoscete molto la figura di Oum Khulthum secondo me vi appassionerete… ; Dossier: L'Egypte sous pression Politique Africaine n. Karthala: qui trovate degli estratti.

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Anzi, mi dicono dalla regia, una delle migliori suonatrici di qanoun in Egitto… Wust al-Balad, band fusion: bravissimi! Per gli Occhi Cinema. Preparatevi ad un'invasione di film nella lista. Gli "studios" egiziani Misr Studio sono molto antichi e prolifici ed hanno dato al cinema internazionale diversi registi ed attori di indiscussa fama e bravura: Iskandariyah leh?

Youssef Chahine - EN: Alexandria… why? Essendo il film più famoso negli oltre 50 anni di carriera di Chahine, credo si trovi anche in italiano, con il titolo Alessandria… perché? Questo è uno degli ultimi film di Chahine, girato nel , ed è il capitolo finale del "quartetto autobiografico": a mio avviso non uno dei migliori, ma l'ho messo per completezza ; Wadaan Bonabart Youssef Chahine - FR: Adieu Bonaparte.

Questo sono sicura che si trova in italiano, perchè io l'ho visto in italiano. Racconta la storia del profeta Giuseppe, figlio di Giacobbe. Gran parte del film si svolge a Parigi. Molto bello, con Roshdy Zem e Bassem Samra. Il film più costoso nella storia del cinema egiziano, tratto dal best-seller di Al-Aswani… beh, una gran delusione!

Per la Bocca Cibo : Koshari penso sia il piatto tipico nazionale, addirittura degli amici mi avevano spiegato che risale al tempo dei Faraoni… Comunque si tratta di un piatto molto sostanzioso, fatto con riso, lenticchie, ceci, maccheroni —scotti — ed una salsa piccante al pomodoro e poi guarnito con aglio e cipolla fritti nell'olio. Un piatto come quello che si vede nella foto costa sulle 2 ghinee circa 0,25 euri ; Mulukhiyah una zuppa fatta con un'erba dello stesso nome: buona, ma non è esattamente tra i miei piatti preferiti a causa della consistenza viscida e collosa ; Ful medammes la mia colazione tipica ;- : fave parzialmente schiacciate e cotte con tantissimo olio, cipolla, aglio e succo di limone.

Poi di solito ci aggiungono la tahina, cioé una salsa di sesamo vagamente amarognola. In arabo "pane" si dice "khubz": personalmente trovo magnifico che gli egiziani lo chiamino "vita" ; Taameyah sono praticamente le famosissime falafel , ma vengono fatte con fave invece che ceci… ed anche un sacco di aglio! Vi risparmio il racconto di altri piatti tipici un po' più "estremi" che ho molto apprezzato no, sul serio! Posted by clauds at AM 9 comments: Links to this post.

Labels: egypt , italiano , mama africa. Wednesday, October 22, Côte d'Ivoire, le elezioni dei rancori. Il era stato indicato da ribelli ed ufficiali filo-governativi come l'anno della riunificazione dopo oltre cinque anni di divisioni, giusto completamento del processo di pace iniziato con l'accordo firmato il 4 marzo a Ouagadougou dal Presidente Laurent Gbagbo e dal rappresentante delle Forces Nouvelles FN Guillaume Soro , attuale Primo Ministro.

Questo documento prevedeva l'identificazione dei numerosi sans papiers che vivono nel Paese, la spedizione di carte d'identità e l'aggiornamento delle liste elettorali in vista di un' "elezione presidenziale democratica e trasparente".

Inizialmente prevista per gennaio , la consultazione elettorale era stata rimandata sine die, ma, in un'intervista esclusiva a Jeune Afrique n. Comunque, pur non condividendo tutte le sue idee, trovo Soro un personaggio molto affascinante.

Ho deciso, da grande voglio diventare anch'io come lui! Le elezioni si presentano già infuocate, dato che tra i candidati non corre esattamente buon sangue. Tre leader, tre scuole politiche ed una poltrona. La corsa è incontestabilmente serrata. Quando nell'ottobre , nel quartier generale del suo comitato elettorale di Cocody ad Abidjan, il candidato socialista del Front Populaire Ivoirien FPI si autoproclama Presidente della Repubblica di fronte al Gen.

Robert Gueï che aveva annunciato la sua vittoria, Laurent Gbagbo sapeva di rischiare grosso: sapeva che questo bluff poteva o essergli fatale o essere la fine del suo status di oppositore.

Allora, quel giorno, ha selezionato le parole, pesato le frasi e lanciato agli ivoriani, per la prima volta nella storia del Paese, l'idea di un'insurrezione popolare: "Chiedo a tutti i militanti di alzarsi per fare da barriera all'impostura. Chiedo che in tutte le città della Costa d'Avorio ed in tutti i quartieri, i patrioti scendano in strada fino a che il diritto sia riconosciuto, fino a che il generale faccia marcia indietro.

E vuole restarlo, ripresentandosi per un altro mandato. Malgrado la situazione di crisi politico-militare verificatasi nel paese dal con la ribellione condotta da Guillame Soro, Gbagbo si è impegnato a rifinire le sue ambizioni, di modo che oggi i rapporti di forza sul fronte politico pendano leggermente in suo favore.

Parecchi militanti e quadri di altre formazioni politiche hanno cambiato bandiera ed attualmente militano nel partito del presidente. Un altro elemento messo in funzione per favorire la sua vittoria è il Congrès National de la Résistance pour la Démocratie CNRD , composto essenzialmente da sindacati, partiti politici ed associazioni. Durante la sua presidenza, iniziata nel in seguito al decesso del Presidente Félix Houphouët-Boigny, si è avuto il primo putsch militare del paese, diretto dal defunto generale Robert Guëi, che venne accolto come un eroe dalla folla giubilante.

Nessun analista poteva prevedere che dopo il 24 dicembre ci sarebbe stato ancora posto per lui sullo scacchiere politico nazionale. Per contrastare il FPI al potere, Bédié denuncia la disuguaglianza sociale, la concussione ed il nepotismo ai più alti livelli dello Stato e le sue prese di posizione hanno spesso personalizzato il dibattito politico, lanciando attacchi diretti unicamente a Laurent Gbagbo. Bédié ed i suoi partigiani stimano che il suo percorso politico sia stato deviato in maniera iniqua e forzata e la sua vittoria le presidenziali sarebbe, in definitiva, il giusto ritorno alla normalità.

Ciononostante, la stanchezza degli ivoriani nei confronti della guerra e la constatazione della crescente pauperizzazione del loro Paese potrebbero essere dei fattori a suo vantaggio.

A Parigi le cose sono cambiate dalla partenza del Presidente Jacques Chirac nel i legami affettivi tra Houphouët-Boigny e Chirac quasi obbligavano quest'ultimo a preferire Bédié rispetto agli altri candidati: comunque Houphouët-Boigny era stato sei volte ministro durante la IV Repubblica e ministro di Stato nel in Francia… mica pizza e fichi! Da parte sua, Ouattara era considerato un atlantista dai collaboratori di Chirac, ma, ciononostante, ha potuto tessere una buona rete di connessioni all'interno della classe politica francese: una "rubrica" riempita nel tempo passato come Primo Ministro della Costa d'Avorio dal al , poi come direttore generale aggiunto al Fondo Monetario Internazionale con il francese Michel Camdessus come direttore generale.

Inoltre, è amico di lunga data del presidente francese Nicolas Sarkozy, cosa che ha portato i suoi sostenitori a decretare che Ouattara ha la vittoria in pugno. Ma questo esercizio di salubrità pubblica non piacque a tutti, a cominciare dai membri del suo partito, il PDCI.

Inoltre, la voce che Houphouët-Boigny, che aveva modificato 17 volte l'articolo 11 della Costituzione per permettere a Bédié di succedergli, desiderasse affidare la propria successione a Ouattara, non fece che aggiungere legna al fuoco. All'epoca, e a più di 80 anni, la madre di Ouattara, Hadja Nabintou Cissé, venne sottoposta dalla polizia ad un interrogatorio di oltre quattro ore con la questione ricorrente "Alassane Ouattara è davvero suo figlio?

L'ultima frontiera della morale politica.

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Infine Bédié lo accusa di essere anche dietro il putsch che l'ha cacciato dal potere nel Il socialista "oppositore storico" Laurent Gbagbo ha anch'egli dei conti in sospeso con Bédié e Ouattara: quando era stato arrestato nel nel corso di una marcia di protesta, i due uomini erano rispettivamente Presidente dell'Assemblea Nazionale e Primo Ministro.

Oggi, Bédié e Ouattara sono uniti nel denunciare il regime di Gbagbo, colpevole, secondo loro, del carnaio scoperto nel nella comune di Yopougon vicino Abidjan 57 corpi, per la maggior parte crivellati di pallottole e soprattutto del deterioramento della vita politica. Lo accusano inoltre di aver cercato di assassinarli durante i moti del 19 settembre , data dello scoppio della crisi politico-militare, ma di non essere riuscito nell'intento solo perché i due si erano rifugiati presso dei diplomatici.

Aldilà di questi rancori, saranno tre scuole politiche ad affrontarsi: quella degli "ereditieri" incarnati da Henri Konan Bédié, quella degli oppositori di lunga data che a volte hanno pagato con la vita simboleggiati da Laurent Gbagbo ed infine la scuola di coloro che hanno appreso la pratica democratica in Occidente, i cosiddetti "tecnocrati", rappresentati da Alassane Ouattara.

Sarà interessante vedere che piega prenderanno le alleanze nel caso di un secondo turno di voto… Se eventualmente Gbagbo non andasse al secondo turno, Alassane Ouattara non potrebbe comunque contare sui voti del FPI.

Ouattara e Bédié sono alleati nel quadro di una piattaforma politica chiamata Rassemblement des Houphouëtistes pour la Démocratie et la Paix RHDP , quindi, a meno di giochi sporchi da parte di Bédié, nel caso il secondo turno di votazioni fosse tra Gbagbo e Ouattara, quest'ultimo dovrebbe ricevere i voti del PDCI.

E Soro? Avendo avuto rapporti stretti con tutti e tre i candidati, finora il Primo Ministro non si è sbilanciato, ma presto dovrà prendere una posizione.