Skip to content

RESEARCHKOLLEKTIVET.INFO

Annoiarsi? Abbiamo un sacco di cose da intrattenere! Il nostro sito è pieno di giochi, film e persino canzoni mp3.

CONCILIO DI NICEA SCARICARE


    Contents
  1. Quando la Chiesa di Roma perdonava le seconde nozze
  2. PDF Il Cristianesimo Antico. Dalle Origini Al Concilio Di Nicea Download - TeddyRonnie
  3. Primo Concilio di Nicea
  4. La controversia ariana e il Concilio di Nicea

Il concilio di Nicea, tenutosi nel , è stato il primo concilio ecumenico cristiano. Stampa/esporta. Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Tema: Simbolo Niceno contro Ario: consustanzialità del Figlio col Padre. Documenti: 20 Da scaricare, desktop, sfondi, segnalibro. michael kors side bag Primo concilio di Nicea convocato dal 19 giugno al 25 luglio (?) Papa Silvestro I. Nota di disambigua - Se stai cercando il concilio di Nicea del , vedi secondo Il Primo concilio di Nicea è stato il primo concilio ecumenico del mondo. 17, Scaricare L'invenzione dell'immagine sacra. La legittimazione ecclesiale dell'icona al secondo concilio di Nicea Libri PDF Gratis Leggere Online. Il Primo Concilio di Nicea. Puoi scaricare questo libretto in cui ho cercato di spiegare il CREDO parola per parola. Prova a guardarti in giro: gente che crede ce.

Nome: concilio di nicea re
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: iOS. Windows XP/7/10. MacOS. Android.
Licenza:Solo per uso personale (acquista più tardi!)
Dimensione del file:42.60 Megabytes

Che rapporto c'è tra Gesù e Dio? Sono due dei? Occorreva risolvere la cosa altrimenti il prezzo sarebbe stata una totale frantumazione delle comunità cristiane che già avevano problemi grossi con l'introduzione del culto dei santi ad imitazione del culto pagano degli eroi e del politeismo e del culto della verginità di Maria preso di sana pianta da miti pagani. Anche nella soluzione dei problemi posti vi era la presenza delle tradizioni pagane che avevano tutte una trinità da venerare Iside, Osiride e Horus; Zagreo, Fane e Dioniso; Giove, Giunone, Minerva; Fu allora che Ario sostenne le stesse cose di precedenti Padri della Chiesa e venne trattato da idolatra ed eretico.

Fu Teofilo di Alessandria il primo a condannare la posizione subordinazionista e con essa Origene che verrà condannato definitivamente dal V Concilio della Chiesa nel ed Ario.

Essi approvarono alcuni canoni ecclesiastici durante il concilio, e inoltre decretarono riguardo alla Pasqua ebraica che ci dovesse essere un accordo unanime sulla celebrazione del santo e supremo giorno di Dio. In appendice ai 20 canoni dogmatici il concilio si espresse anche sulla questione della Pasqua stabilendo due principi generali:.

I criteri precisi per il calcolo della data non furono precisati e trascorsero diversi secoli e numerose controversie prima che la procedura di Alessandria venisse tradotta in latino da Dionigi il piccolo e adottata anche a Roma e in tutti gli altri stati cristiani cfr: Data della Pasqua.

Equinozio e noviluni, infatti, non erano stabiliti per osservazione astronomica, ma tramite convenzioni e formule approssimate. Roma considerava ancora convenzionalmente che il capodanno fosse il 25 marzo come ai tempi di Cesare, mentre Alessandria aveva già aggiornato la data al 21 marzo.

Roma seguiva un ciclo lunare con 31 mesi intercalari ogni 84 anni, mentre Alessandria, il maggior centro scientifico dell'impero, aveva già adottato il ciclo metonico , più accurato.

I principi stabiliti a Nicea non impedivano che la Pasqua cadesse il 14 nisan bastava che il giorno fosse una domenica né che potesse coincidere con la data ebraica della Pasqua. Il principio che la pasqua cristiana fosse sempre successiva al 14 nisan ebraico fu stabilito solo secoli dopo e descriveva semplicemente la situazione di fatto determinatasi per l'accumulo di errori nel calendario solare Giuliano e in quello lunare ebraico.

Eusebio di Cesarea scrive che Costantino si espresse con queste parole: [40]. È bene non avere nulla in comune con la detestabile cricca dei Giudei; in quanto abbiamo ricevuto dal Salvatore una parte diversa.

Anche Teodoreto di Cirro riporta parole analoghe dell'imperatore [41] :. Non abbiamo nulla in comune con i Giudei, che sono i nostri avversari. Quindi, questa irregolarità va corretta, in modo da non avere nulla in comune con quei parricidi e con gli assassini del nostro Signore.

La soppressione dell'eresia meleziana fu una delle tre importanti questioni di ordine interno alla Chiesa che accompagnarono le decisioni teologiche del Concilio di Nicea. Melezio fu deposto per varie ragioni, fra cui quella di offrire sacrifici agli idoli e di ordinare sacerdoti al di fuori della sua diocesi il che era proibito fin quasi dall'inizio del cristianesimo. Al Concilio si decise che Melezio dovesse rimanere nella sua città di Licopoli , ma senza potere ordinare nuovi preti; gli fu inoltre vietato di viaggiare nei dintorni della città, o entrare in un'altra diocesi per consacrare nuovi sacerdoti.

Melezio mantenne il titolo episcopale, ma gli ecclesiastici che erano stati ordinati da lui dovevano ricevere di nuovo l' imposizione delle mani , in quanto le ordinazioni fatte da Melezio non erano da considerarsi valide.

Il clero consacrato da Melezio doveva dare la precedenza a quello ordinato da Alessandro , e non poteva prendere nessun provvedimento se non previo consenso del vescovo Alessandro. Nel caso di morte di un vescovo o un presbitero non-meleziano, il soglio vacante avrebbe potuto essere assegnato a un meleziano, purché ne fosse degno, e l'elezione popolare venisse confermata da Alessandro.

Per quanto riguardava lo stesso Melezio, le prerogative e i diritti episcopali gli furono negati. Questi provvedimenti blandi furono tuttavia inutili; i meleziani si unirono agli ariani e causarono dissensi ancora più gravi [44] , diventando nemici implacabili di Atanasio, sotto il regno di Costanzo II , successore e nipote di Costantino, che era notoriamente un protettore degli Ariani.

L'eresia meleziana venne meno comunque intorno alla metà del V secolo. Gli effetti a lungo termine del concilio di Nicea furono significativi. Per la prima volta, rappresentanti di tutti i vescovi della Chiesa furono concordi su un tema di dottrina, pena esilio e morte. Sempre per la prima volta, l'Imperatore che non era ancora cristiano svolse un ruolo attivo, convocando insieme i vescovi sotto la sua autorità e usando il potere dello Stato per dar seguito alle disposizioni conciliari compreso il rendere esecutive le condanne all'esilio e simili.

Questo fu l'inizio del cosiddetto cesaropapismo : un coinvolgimento di Chiesa e Stato che seguiterà fino ai nostri giorni a essere oggetto di dibattito.

A breve termine tuttavia, il concilio non risolse del tutto i problemi per cui era stato convocato. Eustazio di Antiochia fu deposto ed esiliato nel La lista dei partecipanti al concilio di Nicea è riportata da molti manoscritti e in diverse lingue. L'opera distingue le diverse liste per lingua. Tutti questi elenchi non escludono la possibilità che possano esistere altre liste dei vescovi niceni finora rimaste inedite o inacessibili.

L'elenco che segue è la lista di nomi, suddivisi per province ecclesiastiche , che i primi editori tedeschi, Heinrich Gelzer, Heinrich Hilgenfeld e Otto Cuntz, hanno ricavato dallo studio delle differenti liste di vescovi niceni, e pubblicato nel Patrum nicaenorum nomina , pp.

Nel corso del XVIII secolo , l'atteggiamento di alcuni illuministi nei confronti del concilio di Nicea fu improntato su posizioni critiche, evidenziando gli aspetti politici e sociali che accompagnarono il primo dei concili ecumenici. In particolare, Gibbon evidenzia le necessità politiche di mantenimento dell'unità dell'Impero, che spinsero Costantino a convocare il concilio.

Su posizioni più caustiche si situa Voltaire , che nel suo Dictionnaire philosophique dedica la voce "Concili" a una succinta storia dei concili ecumenici [73]. Voltaire indica l'attore primo della convocazione del concilio in Costantino , il quale desiderava che le "frivole" dispute teologiche non costituissero uno scandalo o, peggio, occasioni di dissidio nel popolo [74]. Voltaire ritiene che tali dispute avessero poco a che fare con il messaggio principale dei Vangeli, e con la moralità che normalmente si chiede da una persona dabbene.

L' aneddoto citato da Voltaire è da lui riportato per affermare che i concili sono fatti dagli uomini e che quindi sono il frutto naturale delle passioni umane e delle circostanze storiche:. È cosa impossibile che in alcun modo le passioni, gli intrighi, lo spirito polemico, l'odio, la gelosia, il pregiudizio, l'ignoranza, regnino in tali consessi. Ma perché, ci si potrebbe chiedere, tanti concili si sono opposti gli uni agli altri?

È successo per esercitare la nostra fede; essi, ciascuno nel proprio tempo, hanno sempre avuto ragione. Non si crede oggi, presso i cattolici romani, che ai concili approvati dal Vaticano; e non si crede oggi, presso i cattolici greci, che a quelli approvati in Costantinopoli. I protestanti si burlano sia dei primi sia dei secondi; in tal modo tutti devono dichiararsi contenti.

Infatti in una missiva San Gregorio Nazianzeno che in qualità di Vescovo di Costantinopoli, presiedette per poco tempo il concilio di Costantinopoli scrivendo a Procopio ebbe a dire al riguardo:. Voltaire amava giocare fra serietà e l'ironia; relativamente al concilio di Nicea cita ad esempio l'episodio che sarebbe avvenuto della distinzione fra libri apocrifi e ispirati. Secondo Andrew Hunwick :.

Voltaire ripete l'aneddoto romanzesco più volte, citando Labbe come fonte, si veda B. Schwarzbach, p. Nei fatti l'aneddoto data Baronio più di sei secoli prima della sua nascita: compare in un anonimo Synodikon contenente brevi citazione di concili dei primi nove secoli. Fu successivamente ristampato, certamente almeno nella Bibliotheca graeca [ La citazione di Voltaire riguarda un testo denominato Synodicon Vetus dell' [76] che racconta dei concili e che aggiunge alcune informazioni spesso considerate spurie rispetto ai testi degli storici della chiesa.

Restando alla citazione l'autenticità dell'episodio è dubbia in quanto comparendo solamente nel Synodicon non è possibile determinare con certezza se è una invenzione o se risale a un'antica tradizione alla quale l'autore aveva accesso. Il primo concilio ha assunto una certa notorietà nel , grazie al romanzo di Dan Brown Il codice da Vinci. Un mortale. La sua definizione come "il figlio di Dio" fu ufficialmente proposta e votata al concilio di Nicea.

In realtà le affermazioni del romanzo non sono storicamente sostenibili, in quanto la divinità di Gesù è affermata da Lui stesso, dagli Apostoli subito dopo la sua morte e risurrezione, durante la loro predicazione, e quindi dai primi scrittori cristiani. Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Questa sezione sull'argomento cristianesimo è ancora vuota.

Aiutaci a scriverla! Il termine compare per la prima volta nel nell'opera di Eusebio, Vita di Costantino Eusebius. Gharib, E. Accordingly, it was not the Quartodeciman practice that Constantine sought to eliminate, but rather the so-called 'Protopaschite' practice which calculated the paschal full moon according to the Jewish lunar calendar and not the Julian solar calendar.

They are called 'Protopaschites' because [ Per i criteri si veda il loro sito. Section VI, Verses 1,1 and 1,3. Translated by Frank Williams, E.

Brill, New York, , pp. URL consultato l'8 maggio URL consultato il 5 maggio Il battesimo, senza specificarne il sacerdote, è attestato da un gran numero di scrittori antichi. Prosopographie du diocèse d'Asie , Paris , pp. I, Paris , pp. Honigmann, La liste originale des Pères de Nicée , p. Ignote le cause di questo raddoppiamento di sede.

Honigmann Sur les listes des évêques participant aux conciles de Nicée et de Constantinople , p. La tesi è rifiutata sia da Schwartz Über die Bischofslisten Quest'ultimo ricorda Sur les listes des évêques participant aux conciles de Nicée et de Constantinople , pp. Honigmann, La liste originale des Pères de Nicée , pp.

Alcuni manoscritti e la lista di Michele il Siro hanno, per la diocesi di Comana di Cappadocia, il nome di Ambrogio. Schwartz e Honigmann sostengono questa ipotesi. Marino è menzionato in tutte le liste come vescovo di Ilio malgrado sia già presente il vescovo Orione, mentre solo la lista di Teodoro il Lettore riporta per Marino la sede di Troade.

Destephen Prosopographie du diocèse d'Asie , p. Schwartz op. Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie , p. È stato proposto di modificare il nome in "Berbé", in riferimento alla diocesi di Verbe.

Quando la Chiesa di Roma perdonava le seconde nozze

Fu Teofilo di Alessandria il primo a condannare la posizione subordinazionista e con essa Origene che verrà condannato definitivamente dal V Concilio della Chiesa nel ed Ario. Ma vi erano altre complicazioni. Nel N. Gli antichi cristiani trovarono il dogma della trinità attestato tanto esiguamente nella Bibbia, che nel IV secolo si pervenne a una delle più celebri interpolazioni neotestamentarie, al Comma Johanneum , un falso insinuato in parecchi Codici.

La dottrina della fede nello Spirito Santo sorse gradualmente nel II secolo nella Confessione di fede apostolica. Generalmente nelle loro speculazioni sulla trinità divina i Padri della Chiesa di questo periodo spesso si dimenticarono dello Spirito e parlarono solo di due Persone. Lo Spirito Santo ottenne la divinità piena solo nel in occasione del Secondo Sinodo ecumenico di Costantinopoli. A tale Sinodo parteciparono 56 persone e le decisioni furono prese da ben pochi fratelli esperti in faccende di fede ecclesiastica.

Il sinodo d'Antiochia fu solo una sorta di preludio all'assemblea chiesastica prevista da Costantino in un primo tempo in Ancira l'odierna Ankara , poi tenuta nel nella sua residenza estiva di Nicea oggi Iznik , a Km da Istanbul , nell'Asia Minore nordoccidentale, il primo Concilio ecumenico, vale a dire universale, cui presero parte circa trecento vescovi provenienti da ogni parte del mondo.

In verità la massima parte dei delegati proveniva dall'oriente; l'occidente fu rappresentato solo da un vescovo gallico, uno calabrese e uno pannonico, inoltre erano presenti il vescovo spagnolo Osio di Cordoba, Ceciliano di Cartagine e due preti romani delegati in rappresentanza del vescovo di Roma Silvestro, che era ammalato.

PDF Il Cristianesimo Antico. Dalle Origini Al Concilio Di Nicea Download - TeddyRonnie

La grandissima parte dei chierici cattolici nemmeno oggi ha grande dimestichezza con la teologia storico-critica, ma per altre ragioni. A Nicea, in ogni caso, come già in Antiochia, solo pochi padri sinodali si mostrarono capaci di autonomia di giudizio, ma neppur essi riuscirono a concludere nulla.

Non furono approntati protocolli oppure essi furono fatti sparire ad opera della Chiesa. Assecondando i desiderata imperiali, alla fine ai vescovi venne proposta una formula che non era stata sostenuta da nessuno dei due gruppi contendenti, che affermava l'uguaglianza di sostanza del Figlio col Padre, l'identità di una sostanza divina in entrambe le persone la cosa era stata già rigettata da un altro Sinodo - Antiochia - e anche nella Bibbia non era prevista.

In tal modo furono poste fuori gioco tutte le concezioni subordinazionistiche in relazione al rapporto Padre-Figlio. Da dove proveniva questa idea? La Chiesa non ce lo ha fatto mai sapere esplicitamente fino agli inizi del Novecento. Da allora sappiamo che l'idea è di derivazione gnostica. Il Valentiniano Teodoto fu il primo cristiano a definire Trias Padre, Figlio e Spirito Santo, mentre la Chiesa non aveva assolutamente inventato nulla di simile nella sua tradizione più antica.

E questo è solo l'inizio del vero miracolo non di Gesù o Dio ma della Chiesa: la completa distruzione del messaggio del Cristo delle origini. Una invenzione che l'antica comunità cristiana non si sarebbe mai sognata, che non compare nei Vangeli dove semmai il dogma viene contraddetto.

Pur di diventare unico Augusto dell'impero romano, egli fu disposto a eliminare ogni possibile rivale: Massimiano già Augusto , Massenzio proclamato Augusto dal senato e dal popolo romano , Massimino Daia Cesare dell'Augusto Galerio e Licinio nominato Augusto su proposta di Diocleziano.

Primo Concilio di Nicea

Lattanzio poi scriverà che non fu un "peccato" massacrare le famiglie dei persecutori anticristiani. Nonostante questa catena di delitti, ai quali naturalmente bisogna aggiungere quelli, molto più numerosi, ch'egli commise in quanto "imperatore", la chiesa greca lo venera ancora oggi come "santo", insieme alla madre Elena, e "Uguale agli Apostoli", mentre la chiesa romana gli decreterà solo l'appellativo di "Grande", non quello di "santo": sia perché egli aveva trasferito la capitale a Bisanzio, sia perché aveva inaugurato la politica cesaropapista opposta a quella che sorgerà in Occidente: il "papocesarismo".

Inizialmente Costantino era favorevole al culto di Apollo-Sole, una specie di monoteismo sincretistico: il Sol invictus in cui il padre Costanzo credeva nella figura dell'Apollo gallico.

La prima manifestazione autonoma di Costantino nel campo religioso è la visita al tempio di Apollo in Autun , prima di attaccare i Franchi. Da notare che secondo la tradizione raccolta dallo storico Eusebio di Cesarea, consigliere e biografo di Costantino, questi, alla vigilia della battaglia decisiva presso Ponte Milvio contro Massenzio, fece mettere i simboli X e P sovrapposti sugli scudi dei suoi soldati.

In realtà un monogramma simile lo si ritrova su insegne militari orientali precristiane come simbolo del Sole: è probabile che Costantino l'avesse adottato per accattivarsi le simpatie dei cristiani.

Peraltro l'arco di Trionfo decretatogli dal senato romano dopo la sua vittoria su Massenzio terminato nel , ricevette una decorazione figurata corrispondente alla concezione pagana del senato, che vide nel Sole invitto il dio protettore dell'imperatore. Questo anche se l'iscrizione dell'arco, ascrivendo la vittoria ad una "ispirazione della divinità", poteva non risultare sgradita al mondo cristiano.

Una guardia particolare doveva proteggerlo durante i combattimenti. Da notare che la storiografia cristiana a partire naturalmente da Eusebio e Lattanzio ha sempre voluto far vedere che nella battaglia di Ponte Milvio si scontravano due religioni opposte: paganesimo e cristianesimo.

In realtà Massenzio non era anticristiano: egli semplicemente era contrario a che il potere governativo fosse concentrato nelle sole mani di Costantino, che voleva abolire ogni divisione territoriale dell'impero. Ci è stato conservato, in versioni non molto diverse, da Lattanzio in latino e da Eusebio in greco , ma soltanto nella redazione che ricevette nel decreto di Licinio per il governatore della Bitinia e pubblicato a Nicomedia.

Esso comunque non fece che estendere a tutto l'impero le disposizioni già prese dall'imperatore Massimino Daia in Asia Minore, poi sconfitto da Licinio. O, se si preferisce, non fece che ampliare le disposizioni già contenute nell'editto di Galerio del L'Editto di Milano concedeva a tutti, entro i confini dell'impero, e in particolare ai cristiani piena libertà di religione e di culto, senza preferenze statali per alcuna particolare religione.

Esso prevedeva anche la restituzione oppure l'indennizzo degli edifici ecclesiastici, dei fondi passati al fisco o in possesso privato e dei cimiteri alle comunità cristiane, ora considerate come enti corporativi dotati di personalità giuridica. Successive indagini provarono non solo che Felice non era un traditore, ma che lo erano stati alcuni vescovi del movimento donatista.

Sicché Costantino, vista la loro ostinazione a rifiutare le decisioni del sinodo, prese a reprimerli con la forza, facendo esiliare molti vescovi " eretici " e confiscare le loro chiese. Paradossalmente il primo a tradire lo spirito e la lettera dell'Editto di Milano era stato proprio lui. Facciamo alcuni esempi.

La controversia ariana e il Concilio di Nicea

Venne incontro alle necessità dei genitori poveri per dissuaderli dal vendere o abbandonare i propri figli. Soppresse la facoltà, data al magistrato, di destinare i colpevoli di gravi delitti alle lotte dei gladiatori.

Nelle leggi degli anni e riconosce ancora il culto pagano come esistente di diritto, opponendosi solo alla pratica segreta e politicamente pericolosa della magia, delle celebrazioni sacrificali domestiche e dell'aruspicina privata esame delle viscere degli animali sacrificati , tollerando solo quella pubblica, tenuta sotto controllo.

In un'ordinanza al vescovo Osio di Cordova suo consigliere si riconosceva ai cristiani la facoltà di dare, dinanzi al vescovo, la libertà ai propri schiavi privilegio che fino ad allora avevano avuto solo i governatori provinciali. Ai vescovi concesse, in un decreto del , il diritto di giudicare quelle cause civili in cui anche solo una delle parti in lite, nonostante l'opposizione dell'altra, avesse fatto istanza di deferire il caso al tribunale ecclesiastico.

Quanto la lex christiana decideva, aveva poi validità legale, senza possibilità di appello.

Altri imperatori, in seguito, pretenderanno la volontà di ambedue le parti, altri ancora invece permetteranno che si formi una giurisdizione esclusiva per le cause sugli ecclesiastici, ovvero che il clero si costituisca in casta speciale il potere arbitrale del vescovo nei paesi germanici non riuscirà mai ad affermarsi. Il prete si distinguerà maggiormente dal diacono e il vescovo dal prete.

Persino tra vescovi si formeranno, a seconda dell'importanza della loro città, diverse gradazioni d'influenza: ad es. Costantino, già nel e poi ancora nel , aveva addirittura dispensato gli ecclesiastici dagli oneri municipali tasse o servizi che lo Stato ordinariamente richiedeva , affinché - questa era la motivazione - non fossero ostacolati nell'esercizio del loro ministero. Ma nel deve opporsi energicamente all'immediato accorrere tra le file del clero di tutti i decurioni o i ricchi, desiderosi di esimersi da tali pesi; e impose che il clero fosse ordinato solo in ragione dei posti vacanti per la morte dei titolari, vietando che una persona, che per nascita o per censo avesse obblighi curiali, potesse prendere gli ordini.

Sempre sul piano economico, Costantino permise che si arrivasse a distribuire annualmente, in ogni città, dei sussidi di grano e di altri generi alimentari alle chiese, a beneficio del clero il quale avrebbe poi dovuto ridistribuire a poveri, vedove e orfani.

Lui stesso, a sue spese, fece edificare tantissime chiese, dotandole di vaste proprietà. Con una legge del aveva reso la domenica giorno festivo obbligatorio per i lavoratori manuali e per i tribunali, anche se nella legge si precisa che la domenica andava dedicata alla "venerazione del Sole". Egli d'altro canto continuava ad emettere monete in onore del Sol Invictus. Quanto alla preghiera una specie di Padre nostro che i soldati dovevano recitare la domenica, essa non era che una formula neutrale, a sfondo deistico, alla quale avrebbero potuto adattarsi sia i cristiani che i pagani.

In ogni caso i soldati cristiani avevano il permesso di partecipare alle funzioni domenicali. Da notare che ora la domenica subentra alle vecchie feste pagane per segnare il ritmo calendariale. Con un altro decreto dello stesso anno riconobbe a chiunque il diritto di lasciare per testamento quello che voleva alla chiesa cristiana non alla chiesa ebraica o ad altre chiese eretiche. Agli inizi furono vietati il proselitismo e la circoncisione ai loro schiavi pagani o cristiani.

Costantino fece queste e altre concessioni non solo - come già si è detto - per avere l'appoggio contro Licinio, ma anche perché, una volta vinto Licinio, sperava di tenere la stessa chiesa sottomessa alla sua volontà.

A partire dal la guerra contro Licinio era durata dal al Costantino s'illuderà di poter realizzare una teocrazia monarchica, cercando di subordinare a sé la chiesa in modo politico e ideologico.

Sempre nel egli pur non essendo ancora né battezzato né catecumeno, anche se si faceva chiamare "isapostolo", cioè "pari agli apostoli", e "vescovo di quanti sono fuori della chiesa" volle convocare e presiedere a Nicea, nei pressi di Nicomedia, un concilio per prendere le difese dei cristiani ortodossi contro gli ariani, che, subordinando nettamente il Cristo a Dio, erano favorevoli a una subordinazione, anche ideologica, della chiesa allo Stato.

Costantino era contrario a qualunque forma di dissenso religioso nell'ambito del cristianesimo e, per questa ragione, non si faceva scrupolo di servirsi di sinodi e concili convocati in luoghi e date che solo lui poteva decidere per eliminare rivalità di potere intraecclesiale o risolvere controversie teologiche. Era sempre lui che, in ultima istanza, decideva di dare o no l'approvazione alle deliberazioni dei sinodi, che, in caso favorevole, potevano diventare leggi imperiali.

Costantino interferiva continuamente nella vita della chiesa, anche nei casi di elezione episcopale. Le stesse comunità cattoliche ed eretiche si rivolgevano a lui perché dirimesse le loro controversie dottrinali o di altro genere, e solo quando una delle due parti si sentiva insoddisfatta delle decisioni ch'egli aveva preso, scattava l'accusa d'ingerenza negli affari ecclesiastici o comunque d'aver fatto ricorso al potere secolare. In occasione del concilio ecumenico di Nicea il primo nella storia del cristianesimo , Costantino, pur preferendo, ovviamente, la dottrina di Ario come anche Eusebio di Cesarea e il vescovo di Nicomedia gli avevano consigliato di fare , si mise dalla parte di quella di Alessandro e Atanasio rispettivamente vescovo e diacono di Alessandria , poiché le tesi di quest'ultimi avevano ottenuto in concilio la stragrande maggioranza dei voti solo due vescovi furono contrari.

Ora, siccome la prassi conciliare impediva di poter decretare alcunché se non fosse stata raggiunta l'unanimità, Costantino decise di allontanare i due dissidenti, oltre naturalmente ad Ario dalla scomunica si passerà poi all'esilio. Gli altri vescovi quelli dell'Occidente latino, convocati da Costantino, erano stati solo sei accettarono questo atto di costrizione e intimidazione, ma cominciarono ad opporsi, tranne alcuni, all'idea di introdurre nel Credo, formulato dal concilio, la parola greca homoousios consustanziale per contrastare il subordinazionismo di Ario.

Essi temevano che con questo termine non convalidato, peraltro, da alcuna autorità biblica: probabilmente era stato suggerito a Costantino dal vescovo Osio di Cordova si sarebbe fatto un favore alle teorie dell'eretico Paolo di Samosata, che escludeva ogni distinzione tra il Padre e il Figlio.

I vescovi accettarono questa seconda imposizione, ma appena tornati alle loro sedi, molti cominciarono a pentirsi d'averlo fatto e ripresero le proprie professioni di fede locali e tradizionali. Alcuni ripudiarono apertamente la formula di Nicea, ma furono sostituiti da Costantino con uomini più condiscendenti. Per farla in breve, il concilio, voluto per raggiungere l'unanimità dogmatica, provocherà uno scoppio di ostilità teologiche che si trascineranno in Oriente per mezzo secolo e in Occidente per altri due secoli.

In un altro sinodo, a Tiro, nel , la cui presidenza era stata affidata a un dignitario di corte, gli ariani trionfarono. Lo fece per diverse ragioni: militari andavano difesi meglio i confini orientali, maggiormente minacciati , economiche l'oriente stava manifestando una grande vivacità commerciale , culturali egli voleva creare una nuova civiltà, frutto di una sintesi tra cristianesimo e paganesimo , ma soprattutto politiche, affinché egli potesse governare in modo teocratico, in una città quasi completamente cristiana e ben disposta, sotto questo aspetto, a veder realizzato una teocrazia imperiale.

Egli sapeva bene che a Roma avrebbe incontrato maggiori resistenze sia da parte del mondo pagano nel , ad es. Anche dal punto di vista civile la città fu voluta a immagine e somiglianza del basileus : non avendo un prefetto ma un proconsole, né questori, pretori e tribuni della plebe, e avendo un senato più che altro simbolico, essa in realtà non era che una residenza imperiale, al pari di Nicomedia.

Non a caso poco tempo prima di morire egli si era riavvicinato al paganesimo predicato dal neoplatonico Sopatro, discepolo di Giamblico. Qui la tradizione cristiana attribuisce l'uccisione del filosofo alla stessa volontà di Costantino, che non voleva più saperne di paganesimo. Il fatto ch'egli ricevette il battesimo ariano! Quanto alla rinuncia ad essere considerato un dio, Costantino vi accondiscese solo in teoria, non in pratica.

Tanto i pagani quanto i cristiani non misero mai in dubbio la sua particolare "intesa" con la divinità.

Perfino dei templi vennero dedicati al suo nome. La corte imperiale, in mano praticamente ai cristiani, si stava indirizzando verso la realizzazione di un cristianesimo di stato. Stando ad Eusebio, l'ultimo Costantino avrebbe proibito del tutto i sacrifici pagani interrogare oracoli, erigere simulacri a divinità, celebrare misteri. E -dice sempre tale tradizione- i suoi figli fecero quello che avrebbe dovuto fare lui con maggiore risolutezza il riferimento è soprattutto alla distruzione materiale dei templi.

Infatti, suo figlio e successore al trono d'Oriente, Costanzo, di religione ariana, arriverà a proibire nel i sacrifici pagani, con la minaccia di morte e il sequestro dei beni, ordinando la chiusura di tutti i templi.

Egli anticiperà, di poco, il proclama letterario dell'apologista Firmico Materno che aveva chiesto l'eliminazione di tutti i seguaci del paganesimo. Ma con Costanzo tornarono ad essere perseguitati anche i cristiani ortodossi.

Nel , al concilio di Costantinopoli, si ribadisce definitivamente, aggiungendo altri dogmi, il Credo di Nicea. L'anno dopo l'imperatore Graziano farà rimuovere dal Senato l'ara della Vittoria simbolo delle antiche tradizioni della Roma pagana e rinuncerà al titolo di "pontefice massimo".

Il paganesimo perdeva ogni connessione ufficiale con lo Stato. Nel l'esercizio pubblico del culto pagano, assimilato al delitto di lesa maestà, fu proibito nelle città di Roma ed Alessandria; l'anno dopo si estese la proibizione a tutto l'impero. Nel ai pagani verranno interdette tutte le funzioni pubbliche.